Torna alla prima pagina
Associazione artistico culturale

Intervento del Presidente

Polemica del Presidente
di Salvatore Gioncardi

Verdone critica cinema e tv
''Temo che questo Paese sia culturalmente in netta regressione: se il caso televisivo di queste settimane sono le sorelle Lecciso c'è poco da stare allegri. Ma io credo che questi fenomeni non siano mai casuali; dietro esiste una precisa strategia. Le responsabilità della televisione nel degrado culturale del paese sono pesantissime''. Carlo Verdone usa toni duri per commentare lo stato della tv e del cinema italiano. 

''Tutto il secondo semestre 2004 - ha dichiarato al 'Giornale dello spettacolo' - è stato deludente per il cinema italiano, con l'unica eccezione de Le chiavi di casa di Gianni Amelio''. 

Secondo Verdone per superare l'impasse (che ha indotto l'Agis a rilanciare in questi giorni la vertenza spettacolo), il cinema dovrebbe essere sostenuto in modo adeguato ''se esistesse, cosa di cui dubito fortemente - afferma - una volontà politica a favore non del cinema in particolare, ma della cultura in generale. Il fatto che il Parlamento approvi una nuova legge sul cinema, finalizzata al rilancio della produzione nazionale, e pochi mesi dopo approvi un taglio alle risorse destinate al cinema stesso, è semplicemente incomprensibile e demenziale''. ''In questo modo - continua - la prospettiva è quella di un cinema da un lato sempre più povero, destinato ad un consumo sempre più d'élite, e dall'altro di un cinema trasformato in un optional natalizio, una di quelle cose che si fanno una volta all'anno solo per perpetuare una tradizione'', dice Verdone.

Tra le cause del ''disastro'', Verdone segnala anche l'eccesso di offerta cinematografica sulle televisioni, la spietata concorrenza di altre forme di spettacolo, a cominciare dalle partite di calcio in tv, ma anche la qualità dei film, ''in alcuni casi scadente o comunque respingente nei confronti del pubblico''. Diversi anche gli errori commessi nelle strategie di marketing: ''Innanzi tutto - sostiene Verdone - la quantità enorme di titoli immessi sul mercato in un arco di tempo brevissimo. Dopo l'estate, segnata anche quest'anno dalla consueta carenza di offerta e in particolare dalla assoluta mancanza di film italiani, fra settembre e ottobre sono usciti un diluvio di titoli e un'esagerazione di film italiani''. 

''L'eccesso di offerta non favorisce il pubblico: crea semplicemente confusione e gli spettatori, anche per la crisi economica che sta impoverendo tutti, devono essere molto motivati per decidere di andare al cinema. Pensiamo poi ai titoli: banali, ripetitivi, incomprensibili, inadatti a fissarsi nella memoria dello spettatore, compreso quello più attento -incalza Verdone - Nel mio amore, Le conseguenze dell'amore, L'amore ritrovato: è possibile far uscire contemporaneamente tre film con titoli tanto simili?. Una talpa al bioparco: ma qualcuno si è posto il problema che il 70 per cento degli spettatori neppure sa cosa significhi bioparco?"