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Lettera aperta del presidente
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Lettera aperta del Presidente
Essere attore, fare l’attore: che valore ha oggi?
Io penso che essere attore è una missione.
Fare l’attore serve a comunicare.
Interpretare un ruolo significa studiare il carattere di un personaggio nel rispetto del racconto, scavando nel profondo del proprio vissuto. Quindi l’attore deve comunicare emozioni e stimolare alla riflessione.
Dietro ogni interpretazione c’è l’uomo con tutte le sue paure ,le sue incertezze, le sue potenzialità,le sue convinzioni sociali politiche e culturali.
L’attore a differenza di qualsiasi altra professione mette a nudo il proprio io al servizio della collettività.
Le tecniche attoriali non sono sufficienti a comunicare se dietro non c’è umanità.
Essere attori oggi vuol dire avere il coraggio di interpretare la realtà che ci circonda per contribuire si spera a migliorarla.
Penso che l’attore debba accendere un dialogo di confronto progettuale con i protagonisti dello spettacolo.
Attori, registi, autori, impresari, produttori ecc... devono potersi incontrare per capire in quale direzione va lo spettacolo e dove invece vorremmo che andasse.
Non è più il momento di lasciare fare ed essere soggetto passivo
di una produzione molto spesso contrabbandata come culturale.
Cosa fare? Per esempio riprenderci la nostra identità e dignità di operatori culturali.
Come fare? Per esempio stando insieme, facendo quadrato e studiando forme di tutela artistico –professionale attraverso progetti di ricerca condivisi.
Il circoloattori, in sintesi, vuole creare un laboratorio per un mercato
alternativo produttivo-culturale, stanchi come siamo che il nostro talento, nelle mani di impresari e produttori senza scrupoli, venga schiacciato dalla mancanza di idee.
A tale proposito invitiamo impresari e produttori a partecipare a questo processo di trasformazione con la consapevolezza che l’attore ha da molto tempo abbandonato il proprio individualismo per contribuire a riprendersi il proprio ruolo di comunicatore culturale.
Salvatore Gioncardi
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